Donussa o Dennusa o Stenosa o Spinosa o Viridem…

Attraverso i secoli tanti nomi, e forse altrettanti che non verremo mai a conoscere, per un luogo cosí piccolo, nel mezzo dell’Egeo. Appena un puntino sulla mappa ma, nella mente di chi l’ha conosciuta, un’ancora di salvezza, una protezione dall’inverno della vita quotidiana. E, nel cuore di chi ci abita, patria, vita, paradiso.

La sua storia é antica e oscura. Resti archeologici a Vathi Limenari, risalenti all’epoca geometrica, testimoniano il passaggio dei secoli. Partecipante alla civiltá cicladica, molto vicina a Keros (dove sono state ritrovate le famose statuette, edoli, dell’”arpista” e del “flautista”), Donussa é luogo di esilio durante l’epoca Romana. Successivamente diventa rifugio di pirati e, all’inizio del 1800, diventa luogo di soggiorno estivo per i pastori dell’isola di Amorgos.
I primi insediamenti sembrano risalire approssimativamente al 1830, ma le informazioni sono poche, e le memorie, quelle tramandate di bocca in bocca, ormai quasi svanite nelle storie di vecchi che si avvicinano al secolo di vita.
All’inizio del 1900, l’ isola contava circa 3000 persone. Nelle case basse, di pietra, abitavano famiglie numerose. Kambos (oggi Stavros) era la capitale dell’isola. Messaria (una volta Haravghi), Mersini e Kalotaritissa (o Kaloterussa), erano, come oggi, gli altri paesi di Donussa.
Le miniere che funzionavano a Kedros fin al 1938, producevano tra le altre cose ferro, alluminio e rame, e hanno offerto lavoro a tante famiglie.
A partire dagli anni ’50, un’altra importante fonte di sostentamento é stata la coltivazione di cipolle e tabacco.
Le guerre sono passate anche da questo luogo, con i bombardamenti, la fame, l’occupazione italiana, l’occupazione tedesca, gli alleati inglesi.
Gli anni 60 sono stati caratterizzati da povertá, abbandono ed emigrazione. Le braccia rimaste erano sempre di meno, e i campi furono per lo piú lasciati in abbandono.
La situazione rimase difficile per una ventina d’anni, ma appena prima dell’arrivo dell’elettricitá, attorno al 1980, i primi turisti cominciarono a giungere sull’isola e, con la costruzione del porto, la vita a Donussa cambió radicalmente…
Ma ci sono delle cose che non cambieranno mai: il modo che il sole ha qui di sorgere e di tramontare, dipingendo il cielo con cosí tanti colori che gli occhi faticano a sostenerli. Il vento del nord, che soffia con forza, rendendo limpido l’orizzonte da Patmos fino a Santorini, e che non smetterá mai di soffiare. Il mare, che quando si placa si riempie di caicchi e barchette, non smetterá neanche per un attimo di addolcire l’anima di chi lo guarda. E il cielo di notte, che pare doversi piegare al peso delle tantissime stelle, accompagnerá i sogni, allontanando gli incubi…

STAVROS

Donussa d’inverno va a letto e si alza presto, con il sole. Ma d’estate non dorme quasi mai. Tra le navi che arrivano ad ore piccole, le feste che ti fanno perdere la percezione del tempo, la luna che colora il mare d’argento e l’alba piena di promesse…  esiste sempre un motivo  a Donussa che ti fa contare le ventiquattr’ore in modo diverso.
Stavros é il centro piú grande dell’isola e ha preso suo nome dalla chiesa della Santa Croce, costruita nel paese alla fine del 1800, vicino al ruscello. Una potente tempesta, peró, distrusse completamente la chiesa. Tempo dopo, un pescatore trovó l’ icona della Santa Croce in una spiaggia di Amorgos, raccolse dei soldi con una colletta e cosí rese possibile la ricostruzione della chiesa, nel 1902, nell’esatto luogo originario. Da allora, ogni 14 settembre, Donussa si veste a festa per la Grazia della Croce, accogliendo dalle isole circostanti tanta gente, che arriva in pellegrinaggio per festeggiare la vigilia.
A Stavros ci sono abbastanza camere per far fronte alle necessitá dei visitatori durante i mesi estivi, ma per il periodo piú intenso, che va dal 15 di luglio al 15 di agosto, é decisamente opportuno prenotare per tempo
A Donussa tutto é al tuo servizio: a “Kima”, potrai bere un buon caffé vicino al piccolo molo, potrai comprare tutto ció di cui hai bisogno, ti siederai comodo per una birra ghiacciata, e se sei fortunato, assaggerarei il capretto locale. Qui potrai incontrare gli anziani del paese, che bevono il caffé secondo la tradizione, e avrai un’immagine di come erano i caffé nella Grecia di qualche decennio fa. Tanti “Kalispera”, tanti racconti, storie, novitá piú o meno fresche…

A pochi passi, sta ” Kapetan Ghiorghis”. E’ un’”userí”, con musica, balli e buona compagnia… Poco piú avanti, il “Meltemi”. Buono, sia per il pranzo che per la cena, per tutto quello il tuo appetito puó farti desiderare, accanto al mare. Ad “Corona Borealis”, a due passi dalla spiaggia, all’ombra degli alberi del mare, si possono trovare buona cucina, colazione buona, relax, e buona musica
Se ti viene voglia di pesce fresco, non hai che chiederlo. Quasi tutti i locali potrebbero essere in grado di procurartene.

A Pera Panta, nell’altra metá di Stavros, dato che il paese é diviso in due dal riakas (il ruscello) e dalla spiaggia,  si trova” Il Tramonto”, locale con una vista meravigliosa, e una garanzia di buona cucina.
Di fronte al porto si trova “O Skantzohiros”. E’ un baretto tutto di pietra, aperto dalla mattina fino… alla mattina successiva. Scacchi, “tavli” e vari altri giochi, ottima musica per i pomeriggi di siesta, che sono il momento migliore per un gelato fatto con molta cura. Non dimenticare di assaggiare le crepes, una vera leccornia.

Accanto a “Meltemi” trovi il forno delle 1000 ghiottonerie. Il suo galaktobureko merita la lode. Poco dopo il forno, l’”Ippokampos”, con deliziosi souvlaki e ghiros.
Il resto delle tue necessitá (quotidiani, giornali, sigarette, souvenir ecc.) potranno essere soddisfatte a “Pothiti”, vicino alla spiaggia. Esiste anche un mini market, presso la chiesa della Santa Croce.  Accanto al bar, a “Stenosa”, troverai oggetti di artigianato, e gioielli.

Collegamenti marittimi

Per Donùssa:

Ogni lunedì, mercoledì,giovedì e sabato attracca al porto di Donùssa il Blu Star proveniente da Pireo (partenza alle 17.30). Dopo 7 ore di viaggio e aver fatto prima  scalo a Paros e Nasso, arriva alla nostra isola alle 0.30-1.00.Nessuno dorme. A Donùssa l’arrivo della nave continua ad essere una festa.

Da Donùssa:

Ogni martedì, giovedì, venerdì e domenica, alle 7,30 lascia il porto di Donùssa il Blu Star con direzione Nasso, Paros e Pireo. D’accordo , l’orario è brutto e ancora più brutto lasciare l’isola.

*Ogni lunedì, mercoledì e sabato attracca e salpa da Donùssa il mitico caicco “Skopelìtis delle piccole Cicladi”. Partendo alle 6.00 da Katàpola di Amorgòs, arriva a Donùssa alle 8.00 e prosegue per le piccole Cicladi e Nasso. I stessi giorni parte da Nasso alle 14.00, arriva a Donùssa alle 18.00 e continua per Amorgòs. E vero che  navigare con Skopelìtis è una esperienza unica ,con o senza vento forte.

* Meglio verificare per telefono gli orari prima della partenza, perchè per le traversate  speciali chi lo può dire?