Dicono che per conoscere veramente un luogo, ci devi camminare sopra. Questo può apparire strano oggi che le ruote hanno sostituito i piedi. Ma Donussa sembra resistere con ostinazione a questo cambiamento. Per rivelarti tutte le sue bellezze e i suoi segreti; che sono davvero tanti, Donussa ti vuole fiero camminatore, ti vuole viaggiatore. Ti darà comunque il benvenuto. Ma se non la scopri camminando, se non la vieni a conoscere anche in altre stagioni e non solo d’estate, avrai perso le sue cose migliori.

Donussa copre un territorio di 13,48 kmq. Camminando puoi arrivare quasi dappertutto. Sentieri (mezzi rovinati per dire la verità), ti porteranno in posti dove sentirai solo i falchi, il vento e il tuo respiro.     Seguendo itinerari di una bellezza superba, scoprirai improvvisamente il piccolo orto nel cuore di una vallata, la sorgente dalla quale sgorga con impeto l’acqua attraverso la roccia, vedrai le vecchie miniere, le case di pietra corrose dal tempo, abitazioni dei primissimi abitanti di Donussa.

Poca gente conosce i sentieri, tanti purtroppo sono stati rovinati quando la strada, passandoci sopra, li ha praticamente tagliati. La strada che da un canto ha agevolato gli abitanti, dall’altro però ha mutato il paesaggio in modo drammatico e ha distrutto i sentieri di pietra scolpita che con tanta fatica e sudore avevano costruito le mani umane, un secolo fa. Chiedi di conoscerli, soprattutto quelli che si salvano ancora e  ti potranno guidare in posti che altrimenti non verrai mai a conoscenza. Camminandoci di nuovo sopra, si rianimeranno, e chi lo sa? Forse allora tanti si renderanno conto che la conservazione e la ricostruzione dei sentieri di Donussa non è per niente un lusso romantico. E’ una necessità e un obbligo.

L’itinerario più corto partendo da Stavros è una passeggiata fino a Panaghià. Salendo per la strada che parte dalla spiaggia di Pera Panta, arriverai in chiesa e avrai la sensazione di trovarti sulla cima del mondo. Il mare si apre davanti a te: le isole di Amorgos, Keros. Kufonissi, Shinussa, Iraklià, Naxos. Il sole che quando tramonta, immerge il mondo e i suoi sogni dentro la porpora.

Lasciando a destra Panaghià, troverai il sentiero che ti guida alla spiaggia di Kedros. Se non segui il sentiero e continui per la strada incontrerai Messarià  e le rovine del mulino di sopra e di sotto. Oltrepassando il mulino di sotto, a destra troverai il sentiero che ti porterà a Vathi Limenari (spiaggia con ciottoli)  e alla zona dove sono state scoperte le abitazioni neolitiche.
Continuando per la strada principale, arriverai ad Aghia Sofia, appena fuori da Mersini. Un po più in su, nel paese, potrai incontrare un mondo diverso. Gli abitanti di Mersini, allevatori e agricoltori  hanno avuto il privilegio di trovarsi in un luogo da dove rimirare il mondo dall’ alto. In un luogo talmente fertile, visto che le  acque sorgono dalla montagna, annaffiando poi i campi e facendoti dimenticare che ti trovi su un’ isola. Proprio lì, sotto l’ ombra del platano, c’è la sorgente con  attorno i fichi, i mandorli, i peri, i prugni, i peschi, le vigne, la mentuccia, i caprifogli, le rose… non manca nulla in questo paradiso costruito scalino per scalino, muretto per muretto, con fatica e anche con la saggezza di non sprecare neanche la più piccola zolla di terra, neanche una goccia d’acqua. Scendendo per il sentiero arriverai a Livadi e a Fikiò.

Seguendo la strada principale e oltrepassando Mersini, arriverai a Kalotaritissa,  il quarto e ultimo paese di Donussa. Questo però non sarebbe il miglior itinerario. Se vuoi arrivare in questo paese, che ha conosciuto l’ elettricità solo nel 2002, puoi partire tranquillamente da Stavros. Alla fine del paese c’è la strada che ti porta all’ interno dall’isola, attraversando Donussa e passando dalle falde di Papas potrai scrutare tutta la parte settentrionale dell’ isola. Questo itinerario era tutto percorribile col vecchio sentiero, la cui ricostruzione rappresenta un desiderio per tutti coloro che amano i valori storici e culturali, e  godono la natura scegliendo la camminata.
Continuando dunque, dentro il monte, incontrerai le vecchie miniere e scoprirai come attecchiscono nella roccia, i cedri , i lentischi, le santoreggie, il rosmarino, i ficchi, le vigne e gli ulivi. Il ricompenso per questa lunga camminata dell’un ora e mezza, è davvero generoso: Il paesetto allontanato di Kalotaritissa, sembra esser uscito dalla macchina del tempo. Qui c’è tutta la verità della vita, qui c’è anche lo sguardo limpido delle persone. Le sue tre spiagge brillano coi suoi ciottoli. Papas si piega da sopra come per proteggerti dal garbis, vento del sudovest, ma anche dagli occhi indiscreti della “civiltà”.

In tutti questi paesi puoi arrivarci comunque in macchina, dalla strada principale, anche se girare in macchina a Donussa sarebbe come andare dal fruttivendolo indossando la pelliccia.

Inoltre, adatta per le passeggiate, sarebbe tutta la parte ovest dell’isola, che finisce a Aspros Kavos. Qui non avrai bisogno di essere guidato, il posto e’ facilmente percorribile, ne vale veramente la pena! Da questo posto avrai l’occasione di vedere le isole di Naxos, Htapodia, Miconos e Dilos.

Se hai le forze, informati di come fare per salire a Papas (383m.). L’alba  vista da lassù merita tanto quanto poche cose nella vita. Vedrai il sole uscire dal mare su tutto l’ Egeo che  davanti a te, si dipinge di rosso. Di fronte, nella profondità dell’orizzonte le isole di Ikaria e Samos.  A destra, le isolette di Kinaros e Levitha, sempre di fronte la Kalotaritissa e lo Skoulonissi. Dovrai essere soltanto un pochino fortunato: che non si svegli Eolo, perché  se si inferocisce il mar Ikario e si solleva la burrasca, l’orizzonte sbiadisce e le isole si perdono…